sabato 30 maggio 2009

l'esordio...

E' davvero complicato scrivere il post di esordio di un blog... Da qualche parte leggevo che un blog deve essere chiaro, deve seguire una linea precisa, che l'autore dovrebbe  scegliere se farne un diario, un blog di informazione, un blog di servizi. 

Questo è radicalmente impossibile per una persona come me, perennemente indecisa, contorta.. Una persona che cambia idea ogni trenta secondi... Insomma, potrei tranquillamente decidere di iniziare un diario della mia maternità e finire a fare proselitismo per qualche nobilissima causa animalista. Di conseguenza, come è tipico della mia personalità, in questo post "d'esordio", io non ho alcuna intenzione di scegliere un bel niente. Ho troppo a lungo pensato, cullato, accarezzato questa idea di aprire un blog per rischiare di delimitarne i contenuti proprio ora che ci sono riuscita. 

Dedicherò quindi soltanto qualche pensiero sparso a come è venuta nella mia testa la bisclacca idea di aprire un blog. 

Questi ultimi due anni hanno visto una radicale trasformazione del mio rapporto con internet. Internet prima significava semplicemente "scaricare la posta". Adesso la connessione flat, il fatto di lavorare la maggior parte del mio tempo al pc (ahimè...neanche i topi di biblioteca, come me, possono ormai esimersi dall'utilizzo della connessione internet), il fatto di risiedere all'estero, hanno contribuito a rendermi una "internet-addicted". Internet significa poter leggere le notizie del mio paese senza spendere capitali in giornali che arrivano comunque il giorno dopo, significa poter confrontare 4, 5, 6 fonti diverse, significa poter tenere i contatti con amici e parenti lontani senza riempire le tasche di qualche compagnia telefonica e senza stressarmi con l'odiosa vocetta registrata che mi dice di digitare nuovamente il numero, significa condividere informazioni nel modo più veloce possibile. A scapito della socialità a volte, ma a volte invece, proprio a vantaggio di essa. 

Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dei blog negli ultimi mesi, durante la mia gravidanza e le interminabili giornate che solo una mamma in attesa sa quanto possano essere lunghe, soprattutto quando non si ha nessuna amica, sorella, cugina che è passata per questa esperienza prima (problema, questo, tutto tipico della nostra società, in cui i nuclei familiari diventano sempre più piccoli e sempre più chiusi). Era un modo per farsi due risate, per sentirsi meno sole... Allora questo avvicinamento passivo sarebbe potuto diventare attivo: avrei potuto aprire un blog, ci ho pensato varie volte. 

Non l'ho fatto, perché ritengo che alla fine la maternità sia una parte di me, una parte soltanto, e dedicare un blog solo a questo sarebbe stato poco adatto a me... E poi, fondamentalmente, a chi deve interessare leggere della mia vita, delle mie peripezie? Ci sono donne che hanno saputo farlo meglio di quanto avrei mai saputo farlo io.

Ho conosciuto Facebook, poi, e ho iniziato a diffondere, a far girare informazioni. Qualcuno potrebbe accusarmi di essere poco obiettiva e molto di parte. E confermo. Io sono una persona di parte, come è ovvio. D'altronde, già Dante mise gli ignavi nell'antiinferno... Di certo io non potrei finire a girare intorno all'insegna dantesca punta da vespe e mosconi. Inoltre, non sono una giornalista, nessuno mi paga per essere imparziale, nessuno mi paga per sentirsi dire quello che vuole. Di conseguenza, per fortuna, posso scrivere quello che mi pare senza dover subire pressioni di sorta. Ecco la bellezza dela rete. Chiunque può dire quello che vuole senza doversi piegare a leccare le scarpe dell'editore o del direttore di turno. Certo, non è detto che chiunque sia in grado di dire cose intelligenti e argute, e non sono certo sicura di poterlo fare io..  Ma ho visto che questa condivisione di notizie piaceva, era apprezzata, a volte stimolava il dibattito. 

E allora ho pensato che questo era il blog che mi sarebbe piaciuto. 

Perché è questo che alla fine mi rappresenta: la mia vita, che, certo comprende anche la maternità, ma anche la passione, l'interesse per la politica, la rabbia per le ingiustizie, per quello che non va, il rispetto per l'altro, i diritti umani, le discriminazioni contro le donne, contro gli omosessuali, contro gli stranieri. Un blog idealista, ecco. Quando avevo 18 anni mi dicevano: "è normale essere idealisti alla tua età. Passerà", perché ultimamente sembra che essere idealisti sia una malattia contagiosa. E invece ancora non è passata.  

E poi, senza dubbio, anche io soffro di quella che è stata altrove definita "opinionite", per la quale vi rimando a questo intelligentissimo blog.

Cosa resta da dire?! Ah certo... il titolo del blog... Perché "pace amore e... fettuccine"...

Pace amore e fettuccine è un'espressione che venne coniata da un gruppo di amici, tra cui me ovviamente, prima di andare ad una marcia per la pace Perugia-Assisi. Sinceramente non mi ricordo in che anno fossimo, né a cosa era dedicata quella marcia nello specifico. Ricordo che eravamo al liceo, quindi almeno 6-7 anni fa. 

Mi piacerebbe ricostruire bene tutta quella storia, e mi piacerebbe che i suoi protagonisti mi aiutassero a farlo, perché la mia memoria da sola non basta... Quindi aspetto il loro aiuto per parlarvene meglio. 

 

13 commenti:

  1. Che bello, lascio il primo commento del neo-blog :)
    La maternità è un'esperienza che, pur importante, non può esaurire tutto quel che una persona ha da dire...d'altronde, quella del blog generalista è una realtà sempre più diffusa, tanto che Personalità Confusa (lo trovi tra i miei link) ha proposto d'invertire la tendenza incentrando i contenuti del suo blog sulla fenomenologia del tostapane...! Ma forse i blog generalisti sono più interessanti perchè non si fossilizzano su una esperienza o su una identità "monolitica".
    Allora buon inizio, e grazie della citazione

    RispondiElimina
  2. sarò banale ma una grande camminata comincia sempre con il primo passo e tu andrai lontano serè..un grande bacio.

    RispondiElimina
  3. grazie denis! :) ho dato un'occhiata a personalità confusa... fantastico!

    RispondiElimina
  4. grazie toffee... speriamo!!

    RispondiElimina
  5. le tue parole rispecchiano la tua personalità,l'inelligenza,gli ideali in cui credi,le tue passioni....nn ti conosco bene,eppure..sei una voce che esce fuori dal coro....sai distinguerti,perchè esprimi vita,complessità e chiarezza al tempo stesso,intelligenza,voglia di capire,curiosità,interesse per cio che ti circonda....
    brava sere..sei una donna in gamba,con molte cose da dire..a voce alta..o con un sussurro...
    sei una che si fa setire..continua cosi.
    verro spesso a leggerti...

    vale

    RispondiElimina
  6. La marcia della pace Perugia-Assisi: ma che era successo?? lo sai che non me lo ricordo neanche io? mi sa che era per protesta contro un recente fatto di guerra, ma non mi ricordo quale di preciso. Quindi, giovani idealisti in erba abbiamo deciso di partecipare, e perfino attrezzati di striscione, perciò, primo problema: che ci scriviamo?? "Pace e amore..." e fin qui ok. Ma le fettuccine? ... come sono uscite fuori? Mi sembra che l'aveva lanciate Carmen e sono state approvate subito, salvo poi interrogarci sulla loro effettiva pertinenza al tema ;-). E invece... ci stavano! Perchè rimandavano a un momento collettivo, conviviale, di condivisione. Perchè le fettuccine sono un nostro piatto tipico (specie se fatte in casa, slurp!) e il cibo è una cosa che abbiamo in comune con tutta l'umanità.Poi ognuno si cucina ciò che gli piace, e se io assaggio quello che mangi tu e tu assaggi quello che mangio io, già ci conosciamo un po' di più! Non per niente a Roma si dice: "e che avemo mai magnato insieme?" quando si vuole sottolineare una distanza, come per dire che tu non sai niente di me... ;-)ecco perchè quando si visita un altro Paese, poi, non si può non mangiare il cibo locale. Sarebbe come sostenere di stare insieme ad una persona senza averla mai baciata...

    RispondiElimina
  7. Mi correggo: "Mi sembra che l'AVESSE LANCIATE"..." fammi mettere bene i congiuntivi sennò qui "No Kappa: io scrivo in italiano" (e hai ragione!) mi bacchetta! ahahaha! ;-)
    Ciao Sere!
    Clau

    RispondiElimina
  8. ahahah.... Grazie Cla'... Ora mi ricordo qualcosina in più...carmen dici? Mi sembra più un'idea da chicco...Aspettiamo che dicono loro e poi faccio un post con le vostre testimonianze! :)

    RispondiElimina
  9. Sere sono contenta tu abbia aperto un blog..così tanto che è la decima volta che cerco di inviarti 1 commento....stavolta ce la farò?!?!?Comunque mi piace come la pensi e come scrivi,sei una persona intelligente ed informata,ho visto che ti sei già data molto da fare quindi.....Sarò una tua assidua lettrice!!

    RispondiElimina
  10. Scusa Sere se mi intrometto nella discussione...non vorrei sembrare presuntuosa ma l'idea delle fettuccine era uscita alla sottoscitta...che il cibo ce l'ha sempre in testa!
    Sono molto felice che riscuota tanto successo anche a distanza di anni!
    Comunque complimenti per questa bella iniziativa ti auguro di proseguire il tuo cammino bene come l'hai iniziato!
    Luna

    RispondiElimina
  11. Luna.... allora sei stata tuuuuuuuuuu!!! grazie mille!!!! scherzi?!??!?! allora devo pagarti i diritti!!!! io non riuscivo proprio a ricordarmi a chi fosse venuta l'idea delle fettuccine!!! cavolo!!! era proprio quello che cercavo!!! Come dicevo a claudia, appena raccolgo un po' di racconti su questa storia ci piazzo un post!!! grazie del commento :)

    RispondiElimina
  12. cara serena, sono molto contenta di questa tua iniziativa e come vedi ho aperto subito il tuo link e mi sono letta tutto, grzaie alla giornata semi festiva in Italia... grazie! io dalla maternità ci sono passata tre volte ma ormai molti anni fa eppure le tue osservazioni e sensazioni sono sempre molto vive nei miei ricordi di neo-mamma. apprezzo inoltre molto i confronti interculturali fra realtà italiana (mai deprimente come adesso) e vita all'estero. ciao a presto, maria donata

    RispondiElimina
  13. @donata: grazie!!! un bacione a tutti!

    RispondiElimina